Il  19 aprile primo appuntamento della nuova Sezione Podistica del CRAL Poste Emilia-Romagna 1 in occasione della StraBologna 2009. Nella foto alla partenza la nostra Luciana Lieto, dell’ufficio di San Lazzaro di Savena, con Gelindo Bordin, vincitore della maratona alle Olimpiadi di Seoul nel 1988.

Gelindo con la sua impresa dopo 80 anni vendicò l’onore dei maratoneti italiani. Alle Olimpiadi di Londra del 1908 il grande ed indimenticato carpigiano Dorando Pietri era passato in testa al trentanovesimo chilometro, arrivando da solo nei pressi  dello stadio: qui per cattive segnalazioni  aveva sbagliato strada, arrivando poi sfinito agli ultimi 500 metri. Non reggendosi più in piedi li aveva percorsi in quasi 10 minuti, con  un martirio di cadute che l’aveva portato all’arrivo strisciando a carponi, ma ancora primo. Fu poi squalificato perché aveva tagliato il traguardo sorretto da un commissario di gara.  La medaglia d’oro andò così a Johnny Hayes, un atleta statunitense, ma il mondo si commosse per il travaglio di Dorando Pietri (passato poi alla storia come Petri). Diventato professionista, poté così varcare l’oceano per sconfiggere due volte in epiche tenzoni sulla stessa distanza l’atleta americano cui gli stringenti regolamenti olimpici avevano dato nel 1908 immeritato successo.

La sua epopea avrebbe reso ancor più prestigiosa la disciplina olimpica più dura, ma nessun italiano era da allora più riuscito a vincere questa gara, per noi quasi stregata, fino al 1988. A Seoul, dopo una pesante e progressiva selezione, a 5 chilometri dall’arrivo il campione d’Europa Gelindo Bordin si era trovato solo coi fortissimi Douglas Wakiihuri del Kenia ed Ahmed Salah del Gibuti. Nella battaglia susseguente entrambi sembravano averlo staccato di 50 e 100 metri, con Wakiihuri che si avviava solo verso il traguardo: ma negli ultimi 1000 metri Gelindo era rinvenuto fortissimo ed, erede di Petri, aveva tagliato per primo la linea d’arrivo. Alle Olimpiadi di Atene del 2004 la sua impresa sarà poi ripetuta da Stefano Baldini.

Correre è una delle attività “originarie” dell’uomo, che aveva saputo differenziarsi dalle scimmie proprio quando scendendo dagli alberi aveva abbandonato le foreste, ed ergendosi eretto  aveva ben presto imparato a correre per sfuggire ai pericoli ed inseguire prede e nemici.  I corpi dei nostri progenitori avevano così potuto sviluppare le loro caratteristiche cardiovascolari, che li rendono purtroppo assolutamente inadatti alla sedentarietà della vita moderna. Marciare a passo sostenuto o correre per almeno 30 minuti alcune volte alla settimana è il modo più naturale di mantenerci sani permettendo al nostro corpo di funzionare al meglio. Per correre non dobbiamo necessariamente “pensare”: la nostra corsa periodica può quindi diventare una isola di quiete in mezzo alla frenetica attività di ogni giorno.

Senza alcuna pretesa di imitare i grandi di cui vi abbiamo appena narrato le imprese, ciascuno di noi può crescere scoprendo dentro di sé, con forza ed energie che non sapeva di avere, le ombre più antiche della nostra esistenza. La Sezione Podistica del CRAL Poste più che ad atleti competitivi si rivolge a chi intenda avvicinarsi a questo sport per lasciare abitudini di vita sedentaria: verrà organizzato un seminario sulle motivazioni e le prime tecniche di allenamento, e verrà promossa la partecipazione ad alcune camminate e corse non competitive. Gli interessati alla sezione podistica possono segnalarsi a: luciana.lieto@poste.it